Cinque punte ha una stella. E cinque dita ha il pugno che si stringe per denunciare un'ingiustizia, l’ira.
Anche loro sono cinque.
I cinque.
Però nel momento di doversi sedere sul banco degli imputati, accusati dal nemico, hanno deciso di essere una sola cosa: Cuba.



giovedì 18 dicembre 2014

Cuba de Fiesta: Los 5 en la Patria


DA LAS TUNAS MARCIAL FLORES: I CINQUE A CASA !


Cuba-Usa, Gianni Minà: «Smentite le bugie americane»

Il Paese di Castro? «È più umano degli altri». E il Vaticano se ne è accorto. Obama? Non aveva più nulla da perdere. Minà sulla svolta storica Cuba-Usa.
| Lettera43
17 Dicembre 2014
 
Una domenica del 1987 intervistò per 16 ore di fila Fidel Castro e, chiamandolo Comandante, lo ascoltò parlare a tarda notte e a bassa voce di Che Guevara.
A quasi 30 anni di distanza, Gianni Minà il cronista italiano che a Cuba ha dedicato mezza vita professionale ottenendo il premio Kamera della Berlinale, il più prestigioso riconoscimento al mondo per un documentarista, accoglie la svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba come il frutto della storia.
«Finalmente», dice a Lettera43.it salutando lo scambio di prigionieri e l'allentamento dell'embargo annunciato dalla Casa Bianca.
 
L'EMBARGO? ANTI STORICO. «Obama ha creato tante speranze e ha realizzato poco. Ma ha aspettato il secondo mandato per decidere di allentare un embargo anti storico», ha dichiarato. «A cosa serve questo embargo?», si chiede Minà, denunciando la cappa di opacità e propaganda che soffoca la storia di Cuba: «Punisce un Paese solo per aver scelto un governo diverso?».

Cuba, ‘i Cinque’ sono liberi: una vittoria per la giustizia, la democrazia e la pace

17 dicembre 2014
Il FattoQuotidiano.it / BLOG / di Fabio Marcelli

Dopo oltre quattordici anni di ingiusta detenzione negli Stati Uniti sono stati finalmente liberati Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, i tre dei cinque combattenti antiterroristi cubani ancora in carcere (René Gonzalez e Fernando Gonzalez erano stati già liberati nel corso dell’ultimo anno).
La vicenda dovrebbe essere nota ai lettori de il Fatto, anche perché vi ho dedicato vari post, avendola seguita recandomi a varie udienze del processo negli Stati Uniti e partecipando a varie iniziative in giro per il mondo per la loro liberazione.
‘I Cinque’ erano stati arrestati dopo una riunione fra Dipartimento di Stato, Fbi ed autorità cubane, nel corso delle quale queste ultime avevano denunciato,  in base alla documentazione raccolta dai Cinque, le attività terroristiche condotte a partire da Miami da alcuni membri della comunità cubano-americana fuoriuscita contro Cuba. Attività che, come ricordavo nel primo dei post dedicati alla

IL RITORNO DEI CINQUE

Dopo 16 anni di ingiusta prigionia, il sogno di libertà si fa realtà nel vedere le immagini emozionanti dell'arrivo dei 5 alla loro patria.
 
 
 
 
 

I CINQUE TUTTI A CUBA: VITTORIA !


martedì 25 novembre 2014

PRESIDENTE DELL’UNIVERSITÀ DI BALTIMORA CHIEDE LA LIBERTÀ DEGLI ANTITERRORISTI CUBANI

di  M. F. Martínez


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l presidente dell’Università di Baltimora, Kurt L. Schmoke, ha chiesto ai congressisti federali del Maryland di presentare una mozione, al presidente Barack Obama, chiedendo che si commuti le pene dei tre antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti.
La richiesta di Schmoke, pubblicata nel Baltimore Sun, aggiunge che questo atto porterebbe inevitabilmente al rilascio del contractor USA Alan Gross, che sta scontando una condanna di 15 anni per attività illegali finanziate dall’Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID).
“Questo risultato permetterebbe ai nostri paesi iniziare il conto alla rovescia sulla strada che porta alla normalizzazione delle relazioni”, ha detto.
Nel suo articolo, Schmoke, ricorda il suo viaggio a L’Avana nel 1999, in occasione della visita della squadra di baseball professionistica Baltimore Orioles, la prima volta, dal 1959, che un team delle Grandi Leghe nordamericane giocavano a Cuba.
“Molti di noi speravamo che una partita di baseball tra squadre dagli Stati Uniti e Cuba potesse essere il precursore di rapporti diplomatici normalizzai, allo stesso modo in cui una partita di ping-pong segnalò un cambiamento nelle relazioni degli Stati Uniti e Cina. Purtroppo, queste speranze non si realizzarono”, ha detto l’accademico.

sabato 11 ottobre 2014

ANCH'IO SONO UNO DEI 5


Mobilitazione on-line lanciata dal Comitato Peruviano di solidarietà con i Cinque: "Anch'io sono uno dei 5"
Vai alla pagina Facebook 
https://www.facebook.com/profile.php?id=100004594247115
segui le istruzioni e partecipa alla campagna.



venerdì 26 settembre 2014

Il caso dei Cinque da papa Francesco


24 settembre 2014: Papa Francesco ha ricevuto questa mattina una delegazione composta da Mons. Antonio Tarzia dell'associazione Cassiodoro e dal prof. Luciano Vasapollo, docente dell'università La Sapienza e membro del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque. Motivo dell'udienza è la sensibilizzazione del Pontefice e del Vaticano sulla vicenda dei tre dei cinque agenti cubani ancora rinchiusi nelle prigioni statunitensi dal 1998.
Una richiesta che, è scritto nella lettera consegnata nelle mani del Pontefice, “ha nel cuore una drammatica storia conosciuta a livello internazionale come il caso dei Cinque agenti antiterroristi cubani ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi”.
Mons.Tarzia e il prof. Vasapollo è da tempo che collaborano nella campagna tesa alla soluzione della prigionia dei tre cubani rimasti nelle carceri Usa. Insieme hanno seguito la visita di Papa Ratzinger a Cuba ed hanno realizzato un libro scritto a quattro mani “Una settimana a Cuba”.




domenica 21 settembre 2014

ANTONIO GUERRERO PARLA DAL CARCERE


tratto da:  www.cubainformazione.it


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Oggi si compiono sedici anni di detenzione di Antonio Guerrero, accusato  di spionaggio negli USA e condannato a 22 anni di prigione. Antonio afferma che le lettere che gli scrivono da Key West, gli sono servite da appoggio. Dalla Prigione Federale di Marianna, Florida, l’ingegnere  Antonio Guerrero ha risposto alle domande di Página 12.